Il 2009 sta per finire, e anche la mia speranza di cambiamento va pian piano affievolendo. Di scrivere ultimamente non ne avevo voglia, tanto poca era la passione che mi suscitavano le questioni di attualità. La politica, se possibile, ha perso ulteriormente di credibilità.
Il Pdl ha finto di non sapere che significasse moralità. La Lega ha inasprito la sua acredine contro gli stranieri. Le primarie del Pd hanno generato una piccola grande delusione. Nulla mi fa pensare ad una qualche forma di rinnovamento in Italia. Ci sono solo piccoli sprazzi di vitalità, ma troppo piccoli per credere ad una vera rivoluzione.
Peccato, eravamo partiti con tanti buoni propositi. Peccato, la bussola si è persa ancora.
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mercoledì 30 dicembre 2009
sabato 10 ottobre 2009
NOBEL A OBAMA: ECCO INVECE PERCHE' NO
Come democrazia vuole, inserisco alcune delle motivazioni per cui qualcuno si dice contrario al Nobel per la pace a Barack Obama
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1. Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve per non danneggiare i rapporti con Pechino (Corriere, 5 ottobre 2009)
2. Obama non chiude Guantanamo (Corriere, 12 gennaio 2009)
3. L'ultima retromarcia di Obama: Guantanamo non chiude (Corriere delle Alpi, 27 settembre 2009)
4. Obama sull'Iran: "Non escludo l'opzione di un intervento militare" (Repubblica, 27 settembre 2009)
5. Le scadenze per ridurre le emissioni di CO2 spariscono in extremis dal documento finale del G20 (Repubblica, 27 settembre 2009)
6. Afghanistan, bombe Nato, strage di civili (Repubblica, 5 settembre 2009)
7. Obama: "Ho mandato 21.000 soldati in Afghanistan per garantire che le elezioni si svolgessero in modo sicuro" (intervista alla Cbs con Bob Schieffer, 21 settembre 2009)
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1. Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve per non danneggiare i rapporti con Pechino (Corriere, 5 ottobre 2009)
2. Obama non chiude Guantanamo (Corriere, 12 gennaio 2009)
3. L'ultima retromarcia di Obama: Guantanamo non chiude (Corriere delle Alpi, 27 settembre 2009)
4. Obama sull'Iran: "Non escludo l'opzione di un intervento militare" (Repubblica, 27 settembre 2009)
5. Le scadenze per ridurre le emissioni di CO2 spariscono in extremis dal documento finale del G20 (Repubblica, 27 settembre 2009)
6. Afghanistan, bombe Nato, strage di civili (Repubblica, 5 settembre 2009)
7. Obama: "Ho mandato 21.000 soldati in Afghanistan per garantire che le elezioni si svolgessero in modo sicuro" (intervista alla Cbs con Bob Schieffer, 21 settembre 2009)
venerdì 9 ottobre 2009
NOBEL A OBAMA: ECCO PERCHE' SI'

E' vero. Barack Obama si è speso CONCRETAMENTE per la pace molto meno di tanti nobilissimi volontari che ogni giorni lavorano a fianco dei poveri, dei malati, dei disperati. E'vero. Barack Obama non è Madre Teresa di Calcutta, non è Martin Luther King, e non è nemmeno Nelson Mandela. Barack Obama è solo, esclusivamente, un politico. Uno che si mette in posa per farsi fotografare. Un uomo americano che gioca a basket, regala il cane alle figlie, si fa immortalare mentre addenta enormi hamburger.
Io però penso che meriti il Nobel che gli sarà presto consegnato. Perché in questi mesi ha regalato ai popoli ciò di cui più i popoli hanno sete: LA SPERANZA. E senza speranza di dialogo, di benessere, di amicizia non ci può essere pace. La gente di ogni colore, di ogni ceto sociale, di ogni orientamento sessuale ha gridato con lui "YES, WE CAN".
Poi, certo, probabilmente manca di concretezza. Probabilmente la sua politica interna fa acqua in qualche punto. Ma Barack Obama ha dimostrato che per riuscire è fondamentale crederci. Ha riportato i riflettori sugli ideali, in un mondo che oggi guarda tanto ai fatti e poco al pensiero. Di persone come lui questa terra ha sempre più bisogno.
martedì 6 ottobre 2009
IL VADEMECUM DEI CANDIDATI
"Tarantini è venuto a prendere il mio curriculum, ero candidata alle europee. Quando mi ha richiamato il suo segretario mi ha detto che Tarantini eraandato con il Presidente a Milano, che era successo un gran casino con la moglie, per le veline, che non si potevano candidare, che dovevamo soprassedere. E poi è arrivata la candidatura per il comune di Bari con Tato Greco, che mi ha chiamato, dicendo che gli faceva piacere candidarmi. Non mi interessava più di tanto, hanno insistito e mi interessava per velocizzare il mio progetto." Patrizia D'Addario ad Annozero
mercoledì 9 settembre 2009
Cosa si nasconde dietro l'influenza suina
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria, i notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo.
E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute..
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA "PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo.
E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute..
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA "PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales Paità
giovedì 20 agosto 2009
UNA FESTA DA DIFENDERE
Sono tornata ieri sera a Brescia dopo una settimana di vacanza, e subito mi sono catapultata nel caos di Onda d'Urto per il concerto dei Motel Connection. Mi dispiace molto sapere che l'anno prossimo forse la festa della radio non si farà. Non voglio entrare nella polemica politica, nella quale si incastrano le solite ragioni e i soliti torti. E' chiaro però che, se l'area di Buffalora avrà un'altra destinazione come magari è legittimo che l'Amministrazione comunale decida, difficilmente si troverà altrove un posto di tali dimensioni e così ben attrezzato. Lo staff della festa ha fatto molta fatica per togliersi di dosso l'immagine di "rave party" che c'era fino a qualche anno fa. Ai tempi, effettivamente, per entrare ad Onda d'Urto bisognava passare in mezzo ad uno stuolo di spacciatori e anche di molestatori, talmente fastidiosi che veniva voglia di tornarsene a casa.
Ora quella di Buffalora è una manifestazione come ce ne sono mille altre in provincia d'estate con solo un paio di sostanziali differenze: c'è ottima musica, e ci lavorano tanti giovani. E' davvero un piacere vedere quanti ragazzi si destreggiano tra le griglie e le casse, montano e smontano attrezzature, si danno da fare per pulire e sistemare. Strano. In tutti gli altri posti solo gli anziani si rimboccano le maniche. E poi, soprattutto, i concerti. Ogni anno ne fanno di sempre migliori e a prezzi ragionevolissimi. Ci ho visto tutti i miei gruppi preferiti e anche in questi giorni mi sto pregustando qualche bella serata.
Insomma, mi piacerebbe che chi governa questa città facesse un gesto di coraggio e lasciasse che questo spazio rimanesse un'area feste. Mettendoci anche altre feste, magari. Mettendoci feste di tutti i partiti, di ogni colore. Ma non togliendo di lì quella della radio.
Ora quella di Buffalora è una manifestazione come ce ne sono mille altre in provincia d'estate con solo un paio di sostanziali differenze: c'è ottima musica, e ci lavorano tanti giovani. E' davvero un piacere vedere quanti ragazzi si destreggiano tra le griglie e le casse, montano e smontano attrezzature, si danno da fare per pulire e sistemare. Strano. In tutti gli altri posti solo gli anziani si rimboccano le maniche. E poi, soprattutto, i concerti. Ogni anno ne fanno di sempre migliori e a prezzi ragionevolissimi. Ci ho visto tutti i miei gruppi preferiti e anche in questi giorni mi sto pregustando qualche bella serata.
Insomma, mi piacerebbe che chi governa questa città facesse un gesto di coraggio e lasciasse che questo spazio rimanesse un'area feste. Mettendoci anche altre feste, magari. Mettendoci feste di tutti i partiti, di ogni colore. Ma non togliendo di lì quella della radio.
martedì 11 agosto 2009
A chi appartengono i monumenti?
Ha preso una multa da 100 euro perchè «sedeva» sotto la statua della Bella Italia. Non bivaccava, né intralciava il traffico, e nemmeno mangiava un gelato. Era seduta sui gradini di un monumento. Non lascia spazio ad equivoci la parola scritta dagli agenti della polizia locale sul verbale elevato giovedì scorso poco prima delle 20 ad una donna di origini marocchine di 53 anni residente in contrada Sant'Urbano, a pochi passi da piazza Loggia. A riferire dell'episodio sono Umberto Gobbi dell'associazione Diritti per tutti e Rosangela Miccoli di Radio Onda d'Urto, che ne è stata testimone oculare. La vittima avrebbe voluto partecipare alla conferenza stampa che i due hanno convocato ieri ma non se l'è sentita per paura di ritorsioni e ancora oggi fa davvero fatica a credere ciò che le è accaduto.
La 53enne vive in città da una ventina d'anni. È bresciana d'adozione ma non d'aspetto, tant'è che quella sera - racconta Miccoli - portava il velo. con lei c'erano la madre ultraottantenne e la sorella anch'essa di mezza età. Entrambe inequivocabilmente straniere.Secondo la ricostruzione che è stata fornita, le tre donne erano uscite di casa per fare due passi. Esauste per il caldo, si erano fermate un attimo a riposare sui gradini della statua monumentale. Non sono le uniche a farlo, ma a loro è andata male. Una pattuglia si è avvicinata. «In men che non si dica - riferisce Miccoli - i vigili le hanno fatte alzare e hanno chiesto i documenti. Subito hanno scritto la prima multa». Una piccola folla di cittadini e avventori dei bar si è fatta intorno per capire cosa stava accadendo ed è riuscita ad evitare che anche le altre due straniere fossero multate. Pure un lettore di Bresciaoggi che ha assistito all'episodio, residente nei dintorni, ha manifestato l'altro ieri in una lettera la sua solidarietà alle signore. «Una delle due sorelle sconcertata si è messa a piangere - prosegue - continuava a chiedere il perché, non riusciva a capire che cosa aveva fatto di male». Alla 53enne viene contestato di aver violato l'articolo 7 del regolamento di polizia urbana che cita: «Sotto il porticato del palazzo Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate d'accesso è vietato consumare alimenti, dormire, sdraiasi e sedersi sulla pavimentazione, sui gradini o su altri manufatti diversi dagli appositi sedili». L'associazione Diritti per tutti garantirà assistenza legale gratuita alla straniera se vorrà fare ricorso e tra i cittadini potrebbe anche partire una colletta. A questo punto però, dice Gobbi, viene spontaneo chiedersi «dove si possa sostare e dove no, dal momento che nei pressi della Bella Italia non è esposto alcun divieto».Non solo. C'è il sospetto che «ai vigili sia stato dato l'ordine specifico di un giro di vite contro gli immigrati». Innanzitutto perché a Radio Onda d'Urto sono arrivate segnalazioni di cittadini italiani che, nello stesso punto o sotto il porticato della Loggia, sono stati semplicemente invitati a spostarsi. Senza alcuna multa.In secondo luogo, l'episodio delle tre donne era stato preceduto mezz'ora prima da un altro molto simile. La polizia locale aveva tentato di multare («non si capisce sulla base di quale articolo del regolamento», sostiene Gobbi) un ragazzo straniero senegalese seduto sul gradone di piazza Rovetta. Il giovane però - riferisce ancora Miccoli - ha «rifiutato di dare i documenti e nel frattempo si sono avvicinati così tanti italiani e stranieri nel tentativo di difenderlo che i vigili se ne sono andati», non senza qualche tensione. Non ultimo, nell'edizione di domenica il nostro quotidiano ha riportato notizia di altri due stranieri multati perché stavano bevendo una birra in San Faustino.
«A questo punto - prosegue Gobbi che parla di «barbarie xenofoba» - vorremmo sapere quante contravvenzioni di questo genere sono state elevate ad italiani e quante a stranieri». L'effetto di questa politica, secondo il referente di Diritti per tutti, è che «a Brescia si sta creando un clima di tensione: è evidente che l'Amministrazione desidera che i migranti non possano più vivere la città. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che subiscono atteggiamenti persecutori a farsi avanti e i cittadini a non voltarsi dall'altra parte davanti di fronte a questi episodi, ad intervenire».
La 53enne vive in città da una ventina d'anni. È bresciana d'adozione ma non d'aspetto, tant'è che quella sera - racconta Miccoli - portava il velo. con lei c'erano la madre ultraottantenne e la sorella anch'essa di mezza età. Entrambe inequivocabilmente straniere.Secondo la ricostruzione che è stata fornita, le tre donne erano uscite di casa per fare due passi. Esauste per il caldo, si erano fermate un attimo a riposare sui gradini della statua monumentale. Non sono le uniche a farlo, ma a loro è andata male. Una pattuglia si è avvicinata. «In men che non si dica - riferisce Miccoli - i vigili le hanno fatte alzare e hanno chiesto i documenti. Subito hanno scritto la prima multa». Una piccola folla di cittadini e avventori dei bar si è fatta intorno per capire cosa stava accadendo ed è riuscita ad evitare che anche le altre due straniere fossero multate. Pure un lettore di Bresciaoggi che ha assistito all'episodio, residente nei dintorni, ha manifestato l'altro ieri in una lettera la sua solidarietà alle signore. «Una delle due sorelle sconcertata si è messa a piangere - prosegue - continuava a chiedere il perché, non riusciva a capire che cosa aveva fatto di male». Alla 53enne viene contestato di aver violato l'articolo 7 del regolamento di polizia urbana che cita: «Sotto il porticato del palazzo Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate d'accesso è vietato consumare alimenti, dormire, sdraiasi e sedersi sulla pavimentazione, sui gradini o su altri manufatti diversi dagli appositi sedili». L'associazione Diritti per tutti garantirà assistenza legale gratuita alla straniera se vorrà fare ricorso e tra i cittadini potrebbe anche partire una colletta. A questo punto però, dice Gobbi, viene spontaneo chiedersi «dove si possa sostare e dove no, dal momento che nei pressi della Bella Italia non è esposto alcun divieto».Non solo. C'è il sospetto che «ai vigili sia stato dato l'ordine specifico di un giro di vite contro gli immigrati». Innanzitutto perché a Radio Onda d'Urto sono arrivate segnalazioni di cittadini italiani che, nello stesso punto o sotto il porticato della Loggia, sono stati semplicemente invitati a spostarsi. Senza alcuna multa.In secondo luogo, l'episodio delle tre donne era stato preceduto mezz'ora prima da un altro molto simile. La polizia locale aveva tentato di multare («non si capisce sulla base di quale articolo del regolamento», sostiene Gobbi) un ragazzo straniero senegalese seduto sul gradone di piazza Rovetta. Il giovane però - riferisce ancora Miccoli - ha «rifiutato di dare i documenti e nel frattempo si sono avvicinati così tanti italiani e stranieri nel tentativo di difenderlo che i vigili se ne sono andati», non senza qualche tensione. Non ultimo, nell'edizione di domenica il nostro quotidiano ha riportato notizia di altri due stranieri multati perché stavano bevendo una birra in San Faustino.
«A questo punto - prosegue Gobbi che parla di «barbarie xenofoba» - vorremmo sapere quante contravvenzioni di questo genere sono state elevate ad italiani e quante a stranieri». L'effetto di questa politica, secondo il referente di Diritti per tutti, è che «a Brescia si sta creando un clima di tensione: è evidente che l'Amministrazione desidera che i migranti non possano più vivere la città. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che subiscono atteggiamenti persecutori a farsi avanti e i cittadini a non voltarsi dall'altra parte davanti di fronte a questi episodi, ad intervenire».
mercoledì 29 luglio 2009
MARINO E LA PATERNITA' OBBLIGATORIA

A Londra un'avvocato di successo, promettente, conosciuta, madre di tre figli, si suicida gettandosi nel Tamigi: era depressa, sentiva di non riuscire a coniugare la maternità con le aspirazioni professionali.
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Leggendo episodi di cronaca nera come questo, ancora di più apprezzo le parole di Ignazio Marino, il candidato outsider alla segreteria del Pd stretto tra Bersani e Franceschini. In un'intervista a Vanity Fair, Marino ha dichiarato che è INDISPENSABILE istituire il congedo OBBLIGATORIO (E NON FACOLTATIVO) di paternità. In questo modo - ha detto - non solo gli uomini si approprierebbero finalmente del loro ruolo per qualche mese, ma soprattutto le donne non sarebbero più discriminate. Uguali ai maschi in tutto, senza più la paura di ritorsioni al momento della gravidanza, durante e dopo. Libere dallo stereotipo che le vuole sole ad affrontare il conflitto tra carriera e genitorialità. Bravo davvero ad Ignazio Marino, che con poche parole ha proposto una soluzione concreta e anche innovativa allo sterile tema delle pari opportunità.
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Leggendo episodi di cronaca nera come questo, ancora di più apprezzo le parole di Ignazio Marino, il candidato outsider alla segreteria del Pd stretto tra Bersani e Franceschini. In un'intervista a Vanity Fair, Marino ha dichiarato che è INDISPENSABILE istituire il congedo OBBLIGATORIO (E NON FACOLTATIVO) di paternità. In questo modo - ha detto - non solo gli uomini si approprierebbero finalmente del loro ruolo per qualche mese, ma soprattutto le donne non sarebbero più discriminate. Uguali ai maschi in tutto, senza più la paura di ritorsioni al momento della gravidanza, durante e dopo. Libere dallo stereotipo che le vuole sole ad affrontare il conflitto tra carriera e genitorialità. Bravo davvero ad Ignazio Marino, che con poche parole ha proposto una soluzione concreta e anche innovativa allo sterile tema delle pari opportunità.
Questo medico che sul fine vita ha avuto una delle poche posizioni chiare, nette, lucide, apprezzabili sta attirando sempre di più la mia simpatia. In molti pensano che sia adatto a far molte cose, ma non il segretario di un partito. Troppo distante dalla politica, dicono i "duri e puri" della nomenklatura. Ebbene: alla politica, amici che state cercando la strada per riformare il centrosinistra, oggi non serve la politica. Alla politica servono le idee.
sabato 18 luglio 2009
UN LUTTO PER LA CITTA'

Oggi se ne è andato Mario Venturini, assessore della giunta Corsini. Di lui ricordo un lucidissimo ragionamento in un quasi deserto convegno all'auditorium San Barnaba sulle prospettive urbanistiche della nostra città, sull'impossibilità di aggiungere altro cemento, di consumare altro territorio. Non lo conoscevo molto (e spesso lamentavo perché non rispondeva al cellulare), ma senza retorica mi ha sempre dato l'impressione di una persona molto, molto intelligente. E quando una figura di spessore se ne va, è un lutto per l'intera cittadinanza.
venerdì 17 luglio 2009
ALCOL VIETATO AGLI UNDER 16
Il Comune di Milano vieta l'alcol ai minori di 16 anni. Se consumeranno alcolici in strada, la multa da 450 euro sarà recapitata a casa, ai genitori. Chi mi conosce, sa che ho una visione antiproibizionista e non amo quasi mai le restrizioni. Sono anche convinta che questa sia una decisione "politica": ha più a vedere con l'impatto dell'Amministrazione sull'opinione pubblica, che con la salute degli under 16. Ciò nonostante, accolgo le nuove regole con un sorriso. Ecco perchè.
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Premetto che non odio i ragazzini come qualche mio coetaneo, non li trovo né fastidiosi, né vuoti e nemmeno molesti. Anzi, credo che molti abbiano enormi energie intellettuali, ma le disperdano miseramente. Credo, anche, che con gli adolescenti di oggi ci voglia molta, molta RIGIDITA'. Solo così potrà nascere in loro il gene della ribellione che è sanissimo, che genera grandi menti e grandi rivoluzionari. Senza ribellione, cresceranno uomini e donne confusi e rassegnati.
Questa teoria l'ho elaborata di recente, quando ho visitato la mostra su Fabrizio De André a Genova. Ho scoperto che molti grandi personaggi della storia avevano alle spalle famiglie severe, tanto severe da spingerli a scappare con il corpo ma soprattutto con la mente.
Va bene allora ogni regola in più che spinga gli adolescenti ad ingegnarsi, protestare, lottare. A 13, 14, 15 anni i ragazzi dovrebbero costruire la loro personalità. Non affogarla nell'alcol. Per quello avranno tutto il resto della vita.
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Premetto che non odio i ragazzini come qualche mio coetaneo, non li trovo né fastidiosi, né vuoti e nemmeno molesti. Anzi, credo che molti abbiano enormi energie intellettuali, ma le disperdano miseramente. Credo, anche, che con gli adolescenti di oggi ci voglia molta, molta RIGIDITA'. Solo così potrà nascere in loro il gene della ribellione che è sanissimo, che genera grandi menti e grandi rivoluzionari. Senza ribellione, cresceranno uomini e donne confusi e rassegnati.
Questa teoria l'ho elaborata di recente, quando ho visitato la mostra su Fabrizio De André a Genova. Ho scoperto che molti grandi personaggi della storia avevano alle spalle famiglie severe, tanto severe da spingerli a scappare con il corpo ma soprattutto con la mente.
Va bene allora ogni regola in più che spinga gli adolescenti ad ingegnarsi, protestare, lottare. A 13, 14, 15 anni i ragazzi dovrebbero costruire la loro personalità. Non affogarla nell'alcol. Per quello avranno tutto il resto della vita.
giovedì 9 luglio 2009
UN MILIARDO DI MORTI PER FAME...E IL G8?
Mi chiamo fuori dalle polemiche su quanto costa il G8 o G14 che sia. Non serve un genio per capire che di soldi se ne stanno spendendo tanti.
La domanda a cui cerco di rispondermi è: serve davvero il G8? Nell'elenco delle decisioni prese dai grandi della terra non leggo una sola azione. Si parla tanto di IMPEGNO, di INTESA, di CONSENSO, di RILANCIO. Ma non è più tempo di parlare, è tempo di stanziare fondi, di intervenire SUBITO. Il surriscaldamento uccide il pianeta. Nel mondo UN MILIARDO di persone muoiono di fame. Il destino di queste popolazioni può essere cambiato, ma non tra un pranzo e l'altro in un valzer di inchini e complimenti.
Ecco perché di Obama ho apprezzato poco le parole che ha detto questo pomeriggio in conferenza stampa, molto il fatto che ha raccolto da terra una bottiglietta di plastica che era stata buttata incautamente da qualcuno. Quello, almeno, è un gesto concreto.
lunedì 6 luglio 2009
I DISINFORMATI
C'è ancora gente che riesce a vivereDISINFORMANDOSI. L'altra sera ad un caffè alcuni conoscenti mi hanno spiegato che loro hanno fatto questa scelta. Non guardano la televisione, non leggono giornali, nemmeno si occupano sui siti Web delle maggiori testate che cosa accade nel mondo. Hanno deciso di vivere solo ciò che accade nell'esistenza loro e in quella dei loro vicini o amici più stretti. Le ragioni, a detta dei disinformati, sono due: da una parte i media che non fanno bene il loro dovere; dall'altra il disincanto, la noia per il sistema che gira gira e alla fine va sempre allo stesso punto.
Io ho detto loro che intavolare una conversazione CON ME che di mestiere faccio la giornalista su questo argomento era inutile. Però ho voluto comunque spiegare che:
1) In Italia di media ce ne sono così tanti, ma così tanti che uno che piace si trova di sicuro. Che sia un giornale o una tv, una radio o un'agenzia di stampa
2) Quel che è mi più caro: come si può essere annoiati da un sistema che non si conosce?
Ho anche aggiunto che poi però non ci si può lamentare se le cose vanno storte. E mi hanno risposto "No, no. Ma noi non ci lamentiamo". Questa è stata la frase che mi ha gelato. Questo mi ha fatto capire che il mondo non cambierà. Perché chi potrebbe sapere, studiare, rivoluzionare il mondo si nasconde dietro agli errori dei media e alla noia.
----------
La libertà non è star sopra un albero,non è neanche il volo di un moscone,la libertà non è uno spazio libero,libertà è partecipazione. G.GABER.
Io ho detto loro che intavolare una conversazione CON ME che di mestiere faccio la giornalista su questo argomento era inutile. Però ho voluto comunque spiegare che:
1) In Italia di media ce ne sono così tanti, ma così tanti che uno che piace si trova di sicuro. Che sia un giornale o una tv, una radio o un'agenzia di stampa
2) Quel che è mi più caro: come si può essere annoiati da un sistema che non si conosce?
Ho anche aggiunto che poi però non ci si può lamentare se le cose vanno storte. E mi hanno risposto "No, no. Ma noi non ci lamentiamo". Questa è stata la frase che mi ha gelato. Questo mi ha fatto capire che il mondo non cambierà. Perché chi potrebbe sapere, studiare, rivoluzionare il mondo si nasconde dietro agli errori dei media e alla noia.
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La libertà non è star sopra un albero,non è neanche il volo di un moscone,la libertà non è uno spazio libero,libertà è partecipazione. G.GABER.
martedì 30 giugno 2009
LACRIME DI COCCODRILLO
Norme europee «inadeguate» o «non rispettate» hanno causato il tragico incidente di Viareggio, attacca il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Da parte sua il vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, si dice pronto ad «innalzare il livello di sicurezza».
Vien da chiedersi perché non ci si è pensato prima che un'esplosione in stazione facesse 14 morti e 34 feriti. L'Italia è così. E' il Paese del gran dolore, delle grandi sceneggiate, dei lutti nazionali e degli scandali che durano mezza giornata. Ora fa tanto vetrina mostrare di saper prendere la situazione in mano, di sapere come intervenire e cosa fare. Tra qualche settimana della sicurezza dei treni merci carichi di gpl non interesserà più a nessuno. Fino alla prossima tragedia. Il terremoto d'Abruzzo e le norme antisismiche non rispettate fanno scuola.
Vien da chiedersi perché non ci si è pensato prima che un'esplosione in stazione facesse 14 morti e 34 feriti. L'Italia è così. E' il Paese del gran dolore, delle grandi sceneggiate, dei lutti nazionali e degli scandali che durano mezza giornata. Ora fa tanto vetrina mostrare di saper prendere la situazione in mano, di sapere come intervenire e cosa fare. Tra qualche settimana della sicurezza dei treni merci carichi di gpl non interesserà più a nessuno. Fino alla prossima tragedia. Il terremoto d'Abruzzo e le norme antisismiche non rispettate fanno scuola.
sabato 27 giugno 2009
GOYA E IL BOPO
Ho visitato questo pomeriggio prima di venire al lavoro una graziosa mostra al Bopo, il bocciodromo di Ponteranica (Bergamo). Trenta acqueforti originali di Francisco Goya, la metà delle quali della serie della Tauromachia.
E' una mostra senza grosse pretese, in un'oretta si vede tutto quanto compreso un piacevole filmato a tema. Tuttavia mi ha dato lo spunto per pensare a quanto le piccole cose riescano a fare cultura molto più dei grandi eventi. In pochi flash insegnano molto di un autore senza confusione, senza fronzoli. andando immediatamente al dunque.
Nella nostra città capitano eventi come questi. Di recente ha fatto qualcosa di simile la Galleria dell'Incisione. Tuttavia non sono mai sufficientemente promozionati e di certo le istituzioni non si impegnano davvero per farlo, impegnate come sono a cercare modi bizzarri per stuzzicare i palati dei visitatori più numerosi ed originali.
La mostra peraltro era allestita in una graziosa location, un arioso ex bocciodromo ricco di fotografie di cantautori d'epoca, adibito a bar - ristorante, luogo di svago e anche contenitore culturale. Anche di questi spazi "al confine" tra molti usi e molti generi la nostra città sente molto la mancanza.
venerdì 26 giugno 2009
IL NUOVO RE DEL POP
Quando ho saputo che Michael Jackson era morto, ho provato a chiedermi chi potesse essere il suo erede. Chi è il nuovo "king of pop"? Non ho trovato risposta. Ho trovato star di gran lunga più vecchie di Jacko (Elton John), donne (Madonna), gruppi (U2) e gruppetti. Ma nessun solista all'altezza di ricevere il testimone. Non sono mai stata una fan di Jackson, soprattutto dopo le ultime vicende. Ma questo la dice lunga del declino della musica a cui stiamo assistendo.
mercoledì 24 giugno 2009
IL MINZOLINISMO
Voglio aderire all'appello di Libertà e Giustizia. Non guarderò più il Tg 1, da che il direttore Augusto Minzolini ha scelto di "oscurare" i particolari sull'inchiesta di Bari. Chi fa informazione, sa che il suo obiettivo sono i lettori (o i telespettatori). E i lettori vogliono sapere. Sono gli stessi che sui siti dei maggiori quotidiani italiani continuamente cercano gli articoli sulle vicende del premier. Basta scorrere le statistiche, l'elenco dei pezzi più visti. La Rai dovrebbe essere una televisione di servizio. A SERVIZIO del telespettatore appunto.
Certo, direte voi, c'è una percentuale consistente di italiani a cui poco interessa di conoscere se e con quale velina Berlusconi ha trascorso la notte. Ebbene, ce n'è sicuramente una altrettanto consistente che non vuole saperne nulla di quel tal incidente stradale accaduto in quella tal provincia italiana, oppure di sentire cosa ne pensano Bocchino, Cota, Sereni, Donadi e via dicendo di quel tal tema politico. Eppure, questi servizi nessun direttore si è mai preso la briga di oscurarli.
Ebbene, questo Minzolini che priva me del diritto di informazione è assai poco professionale. Del resto, è lo stesso che definì "informale" l'uscita del Cavaliere sull'abbronzatura di Obama.
Ecco perché voglio aderire all'appello di Libertà e Giustizia.
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L'APPELLO DI L&G
Il Direttore del TG1 Minzolini ha scelto - lui - di non darci le notizie che riguardano il Presidente del Consiglio Berlusconi, giudicate - sempre da lui - "strumentalizzazioni e pettegolezzo".Questa censura è inaccettabile ed offensiva. E soprattutto rappresenta un ulteriore attacco alla libertà di stampa.Libertà e Giustizia ricorda ancora una volta che la distruzione del servizio pubblico era uno dei progetti fondanti del piano di Rinascita di Licio Gelli. Se il progetto fa oggi un gigantesco passo avanti con la fine dei fatti nel Tg1, LeG si unisce alla voce di quei giornalisti liberi che in tutte le redazioni della Rai chiedono un'immediata convocazione del direttore Minzolini davanti alla Commissione di vigilanza. Fino a questo chiarimento istituzionalmente essenziale, LeG invita a non guardare il TG1
Certo, direte voi, c'è una percentuale consistente di italiani a cui poco interessa di conoscere se e con quale velina Berlusconi ha trascorso la notte. Ebbene, ce n'è sicuramente una altrettanto consistente che non vuole saperne nulla di quel tal incidente stradale accaduto in quella tal provincia italiana, oppure di sentire cosa ne pensano Bocchino, Cota, Sereni, Donadi e via dicendo di quel tal tema politico. Eppure, questi servizi nessun direttore si è mai preso la briga di oscurarli.
Ebbene, questo Minzolini che priva me del diritto di informazione è assai poco professionale. Del resto, è lo stesso che definì "informale" l'uscita del Cavaliere sull'abbronzatura di Obama.
Ecco perché voglio aderire all'appello di Libertà e Giustizia.
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L'APPELLO DI L&G
Il Direttore del TG1 Minzolini ha scelto - lui - di non darci le notizie che riguardano il Presidente del Consiglio Berlusconi, giudicate - sempre da lui - "strumentalizzazioni e pettegolezzo".Questa censura è inaccettabile ed offensiva. E soprattutto rappresenta un ulteriore attacco alla libertà di stampa.Libertà e Giustizia ricorda ancora una volta che la distruzione del servizio pubblico era uno dei progetti fondanti del piano di Rinascita di Licio Gelli. Se il progetto fa oggi un gigantesco passo avanti con la fine dei fatti nel Tg1, LeG si unisce alla voce di quei giornalisti liberi che in tutte le redazioni della Rai chiedono un'immediata convocazione del direttore Minzolini davanti alla Commissione di vigilanza. Fino a questo chiarimento istituzionalmente essenziale, LeG invita a non guardare il TG1
martedì 23 giugno 2009
IL PD E LA LEADERSHIP
Il leader del Partito Democratico Dario Franceschini ha "glissato" sulla schiacciante sconfitta ai ballottaggi di domenica e lunedì. I democratici hanno perso quasi tutto, e anche in alcune roccaforti dove sono riusciti a strappare la vittoria (vedi Firenze) si sono messi nelle mani di persone per bene, ma di scarsissima popolarità. Franceschini avrebbe potuto dire qualsiasi cosa per consolare i suoi elettori. Avrebbe potuto semplicemente dire che era una debacle annunciata, ma che il Pd si impegnerà a far meglio la prossima volta. E invece, ha trionfalmente dichiarato che sta "cominciando il declino della destra". Che le cose non vadano bene come Berlusconi avrebbe voluto è evidente, lo comprende anche il più ingenuo degli elettori. Che ci sia qualche problema nel Pdl è evidente. Ma arrivare al punto di ingannare gli italiani, questo il leader del Pd non lo dovrebbe fare.
Intanto, i vertici del partito stanno nuovamente finendo nel vortice della discussione sulla leadership. E ad ottobre chiameranno per l'ennesima volta gli elettori alle urne.
Negli Usa i democratici alle primarie hanno trovato Obama. Una vera scommessa di rinnovamento. Nel modo di comunicare, nel pensiero. Persino nel colore della pelle.
In Italia troveranno un progetto vecchio ed una classe politica vecchia. "Mi candido per portare il Pd nel futuro. Punterò sui giovani", ha detto Franceschini. Per dare un segnale di innovazione, l'ha detto dal Web. Ma non è sufficiente.
Ebbene, per portare il Pd nel futuro Franceschini dovrebbe FARSI DA PARTE. Bersani dovrebbe FARSI DA PARTE. Il futuro dei democratici non è ancora stato disegnato. Nella testa dei cittadini, sta in un volto sconosciuto. In un giovane o perché no, in una donna. In qualcuno che è FUORI DAGLI APPARATI DEL PARTITO, che viene dalla società. La stessa con cui il Partito Democratico non sa più parlare. La stessa a cui dovrebbe dire la verità. Che ai ballottaggi di domenica e lunedì, il centrodestra ha vinto e il centrosinistra ha perso.
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