martedì 6 luglio 2010
LA PRIMA SETTIMANA IN TRE
Da 11 giorni, da venerdì 25 giugno alle 7, la famiglia si è allargata. Dopo 9 mesi e una settimana è nata la mia piccola Nina. Pesa già 3,140 kg (alla nascita non era nemmeno 3, poi ha perso un po' e ora ha recuperato) ed è lunga 48 centimetri. Ha gli occhi grandi grandi e anche se non vede si guarda già in giro con la faccina curiosa. La retorica non fa parte del mio carattere, dico le cose pane al pane e vino al vino. E' vero dunque, la maternità è un'esperienza unica. E' vero anche però che ci vogliono nervi saldi e sangue freddo. In qualche momento negli scorsi giorni mi sono detta "Chi me l'ha fatto fare?". La pupa piangeva, piangeva, e io proprio non sapevo dove sbattere la testa. Finisci fuori dall'ospedale dopo 48 ore, senza un manuale di istruzioni e senza che il tuo piccolo abbia imparato a cibarsi di nulla.Inconsciamente, mi aspettavo di portare a casa una specie di Cicciobello, una bambolina. E invece mia figlia già dal primo giorno ha la sua personalità. Sa benissimo cosa vuole e che cosa no. I pianti vogliono dire ognuno una cosa diversa, a me il duro compito di interpretarli per calmarla. Inizialmente pensavo volesse solo cibo, poi ho capito che non poteva essere così. Sto imparando a conoscerla, e lei a conoscere me. E' una bellissima avventura, ma è anche la più difficile.
mercoledì 23 giugno 2010
INQUINAMENTO, BRESCIA TERZA IN EUROPA
L'Istat ha presentato ieri mattina i risultati dell’analisi sulla qualità dell’aria nelle città europee, riferiti agli anni 2004-2008, rilevati dal database AirBase dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA).
La più inquinata è la bulgara Plovdiv, ma ad occupare gli altri gradini del podio sono in successione Torino, Brescia, Milano e Sofia. La Leonessa ha registrato nel 2004 106 giorni di supero della soglia delle Pm10 (50 microgrammi al metro cubo). L'anno dopo sono stati 118, 131 nel 2006, 123 giorni nel 2007 e 96 nel 2008.
CHE FARE???
Oggi dalle pagine del Giornale di Brescia l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi annuncia che la Loggia è al lavoro per trovare dei correttivi. Correttivi di cui, purtroppo, si parla da lungo tempo. Non è certo questo uno dei temi di cui più sono esperta, ma non ci vuole molto per constatare che le Amministrazioni che nel tempo hanno guidato la città, la provincia, la regione hanno saputo mettere in campo solo interventi "spot" di dubbia efficacia. Qualche domenica di blocco, qualche campagna per spingere i cittadini ad utilizzare la bicicletta, qualche limitazione alla circolazione dei mezzi più inquinanti. Nulla di più.
Certo è che a Brescia le due ruote sono ancora troppo poco tutelate, si pensi alla condizione di alcune piste ciclabili cittadine. Che i mezzi pubblici per i normali utenti sono troppo costosi. E chissà com'è, ogni volta che mi capita di prendere il bus - almeno ci provo - l'attesa dura minuti interminabili. Viceversa, utilizzare l'automobile per muoversi è sempre più confortevole: il traffico grazie agli interventi sul ring è scorrevole e quasi sempre si trova parcheggio nelle immediate vicinanze del centro. Ora poi che alcune vie (corso Martiri, corso Cavour) sono aperte anche alla sosta dei non residenti è una vera pacchia.
La comodità è innegabile, ma mi chiedo: è la via da percorrere per tutelare la salute di tutti? Non mi piace pensare che i nostri bimbi cresceranno nella terza città più inquinata d'Europa.
mercoledì 30 dicembre 2009
BUON 2010
Il 2009 sta per finire, e anche la mia speranza di cambiamento va pian piano affievolendo. Di scrivere ultimamente non ne avevo voglia, tanto poca era la passione che mi suscitavano le questioni di attualità. La politica, se possibile, ha perso ulteriormente di credibilità.
Il Pdl ha finto di non sapere che significasse moralità. La Lega ha inasprito la sua acredine contro gli stranieri. Le primarie del Pd hanno generato una piccola grande delusione. Nulla mi fa pensare ad una qualche forma di rinnovamento in Italia. Ci sono solo piccoli sprazzi di vitalità, ma troppo piccoli per credere ad una vera rivoluzione.
Peccato, eravamo partiti con tanti buoni propositi. Peccato, la bussola si è persa ancora.
Il Pdl ha finto di non sapere che significasse moralità. La Lega ha inasprito la sua acredine contro gli stranieri. Le primarie del Pd hanno generato una piccola grande delusione. Nulla mi fa pensare ad una qualche forma di rinnovamento in Italia. Ci sono solo piccoli sprazzi di vitalità, ma troppo piccoli per credere ad una vera rivoluzione.
Peccato, eravamo partiti con tanti buoni propositi. Peccato, la bussola si è persa ancora.
sabato 10 ottobre 2009
NOBEL A OBAMA: ECCO INVECE PERCHE' NO
Come democrazia vuole, inserisco alcune delle motivazioni per cui qualcuno si dice contrario al Nobel per la pace a Barack Obama
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1. Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve per non danneggiare i rapporti con Pechino (Corriere, 5 ottobre 2009)
2. Obama non chiude Guantanamo (Corriere, 12 gennaio 2009)
3. L'ultima retromarcia di Obama: Guantanamo non chiude (Corriere delle Alpi, 27 settembre 2009)
4. Obama sull'Iran: "Non escludo l'opzione di un intervento militare" (Repubblica, 27 settembre 2009)
5. Le scadenze per ridurre le emissioni di CO2 spariscono in extremis dal documento finale del G20 (Repubblica, 27 settembre 2009)
6. Afghanistan, bombe Nato, strage di civili (Repubblica, 5 settembre 2009)
7. Obama: "Ho mandato 21.000 soldati in Afghanistan per garantire che le elezioni si svolgessero in modo sicuro" (intervista alla Cbs con Bob Schieffer, 21 settembre 2009)
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1. Il Dalai Lama arriva a Washington ma Obama non lo riceve per non danneggiare i rapporti con Pechino (Corriere, 5 ottobre 2009)
2. Obama non chiude Guantanamo (Corriere, 12 gennaio 2009)
3. L'ultima retromarcia di Obama: Guantanamo non chiude (Corriere delle Alpi, 27 settembre 2009)
4. Obama sull'Iran: "Non escludo l'opzione di un intervento militare" (Repubblica, 27 settembre 2009)
5. Le scadenze per ridurre le emissioni di CO2 spariscono in extremis dal documento finale del G20 (Repubblica, 27 settembre 2009)
6. Afghanistan, bombe Nato, strage di civili (Repubblica, 5 settembre 2009)
7. Obama: "Ho mandato 21.000 soldati in Afghanistan per garantire che le elezioni si svolgessero in modo sicuro" (intervista alla Cbs con Bob Schieffer, 21 settembre 2009)
venerdì 9 ottobre 2009
NOBEL A OBAMA: ECCO PERCHE' SI'

E' vero. Barack Obama si è speso CONCRETAMENTE per la pace molto meno di tanti nobilissimi volontari che ogni giorni lavorano a fianco dei poveri, dei malati, dei disperati. E'vero. Barack Obama non è Madre Teresa di Calcutta, non è Martin Luther King, e non è nemmeno Nelson Mandela. Barack Obama è solo, esclusivamente, un politico. Uno che si mette in posa per farsi fotografare. Un uomo americano che gioca a basket, regala il cane alle figlie, si fa immortalare mentre addenta enormi hamburger.
Io però penso che meriti il Nobel che gli sarà presto consegnato. Perché in questi mesi ha regalato ai popoli ciò di cui più i popoli hanno sete: LA SPERANZA. E senza speranza di dialogo, di benessere, di amicizia non ci può essere pace. La gente di ogni colore, di ogni ceto sociale, di ogni orientamento sessuale ha gridato con lui "YES, WE CAN".
Poi, certo, probabilmente manca di concretezza. Probabilmente la sua politica interna fa acqua in qualche punto. Ma Barack Obama ha dimostrato che per riuscire è fondamentale crederci. Ha riportato i riflettori sugli ideali, in un mondo che oggi guarda tanto ai fatti e poco al pensiero. Di persone come lui questa terra ha sempre più bisogno.
martedì 6 ottobre 2009
IL VADEMECUM DEI CANDIDATI
"Tarantini è venuto a prendere il mio curriculum, ero candidata alle europee. Quando mi ha richiamato il suo segretario mi ha detto che Tarantini eraandato con il Presidente a Milano, che era successo un gran casino con la moglie, per le veline, che non si potevano candidare, che dovevamo soprassedere. E poi è arrivata la candidatura per il comune di Bari con Tato Greco, che mi ha chiamato, dicendo che gli faceva piacere candidarmi. Non mi interessava più di tanto, hanno insistito e mi interessava per velocizzare il mio progetto." Patrizia D'Addario ad Annozero
mercoledì 9 settembre 2009
Cosa si nasconde dietro l'influenza suina
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria, i notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo.
E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute..
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA "PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni...
25 morti l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo.
E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute..
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA "PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales Paità
giovedì 20 agosto 2009
UNA FESTA DA DIFENDERE
Sono tornata ieri sera a Brescia dopo una settimana di vacanza, e subito mi sono catapultata nel caos di Onda d'Urto per il concerto dei Motel Connection. Mi dispiace molto sapere che l'anno prossimo forse la festa della radio non si farà. Non voglio entrare nella polemica politica, nella quale si incastrano le solite ragioni e i soliti torti. E' chiaro però che, se l'area di Buffalora avrà un'altra destinazione come magari è legittimo che l'Amministrazione comunale decida, difficilmente si troverà altrove un posto di tali dimensioni e così ben attrezzato. Lo staff della festa ha fatto molta fatica per togliersi di dosso l'immagine di "rave party" che c'era fino a qualche anno fa. Ai tempi, effettivamente, per entrare ad Onda d'Urto bisognava passare in mezzo ad uno stuolo di spacciatori e anche di molestatori, talmente fastidiosi che veniva voglia di tornarsene a casa.
Ora quella di Buffalora è una manifestazione come ce ne sono mille altre in provincia d'estate con solo un paio di sostanziali differenze: c'è ottima musica, e ci lavorano tanti giovani. E' davvero un piacere vedere quanti ragazzi si destreggiano tra le griglie e le casse, montano e smontano attrezzature, si danno da fare per pulire e sistemare. Strano. In tutti gli altri posti solo gli anziani si rimboccano le maniche. E poi, soprattutto, i concerti. Ogni anno ne fanno di sempre migliori e a prezzi ragionevolissimi. Ci ho visto tutti i miei gruppi preferiti e anche in questi giorni mi sto pregustando qualche bella serata.
Insomma, mi piacerebbe che chi governa questa città facesse un gesto di coraggio e lasciasse che questo spazio rimanesse un'area feste. Mettendoci anche altre feste, magari. Mettendoci feste di tutti i partiti, di ogni colore. Ma non togliendo di lì quella della radio.
Ora quella di Buffalora è una manifestazione come ce ne sono mille altre in provincia d'estate con solo un paio di sostanziali differenze: c'è ottima musica, e ci lavorano tanti giovani. E' davvero un piacere vedere quanti ragazzi si destreggiano tra le griglie e le casse, montano e smontano attrezzature, si danno da fare per pulire e sistemare. Strano. In tutti gli altri posti solo gli anziani si rimboccano le maniche. E poi, soprattutto, i concerti. Ogni anno ne fanno di sempre migliori e a prezzi ragionevolissimi. Ci ho visto tutti i miei gruppi preferiti e anche in questi giorni mi sto pregustando qualche bella serata.
Insomma, mi piacerebbe che chi governa questa città facesse un gesto di coraggio e lasciasse che questo spazio rimanesse un'area feste. Mettendoci anche altre feste, magari. Mettendoci feste di tutti i partiti, di ogni colore. Ma non togliendo di lì quella della radio.
martedì 11 agosto 2009
A chi appartengono i monumenti?
Ha preso una multa da 100 euro perchè «sedeva» sotto la statua della Bella Italia. Non bivaccava, né intralciava il traffico, e nemmeno mangiava un gelato. Era seduta sui gradini di un monumento. Non lascia spazio ad equivoci la parola scritta dagli agenti della polizia locale sul verbale elevato giovedì scorso poco prima delle 20 ad una donna di origini marocchine di 53 anni residente in contrada Sant'Urbano, a pochi passi da piazza Loggia. A riferire dell'episodio sono Umberto Gobbi dell'associazione Diritti per tutti e Rosangela Miccoli di Radio Onda d'Urto, che ne è stata testimone oculare. La vittima avrebbe voluto partecipare alla conferenza stampa che i due hanno convocato ieri ma non se l'è sentita per paura di ritorsioni e ancora oggi fa davvero fatica a credere ciò che le è accaduto.
La 53enne vive in città da una ventina d'anni. È bresciana d'adozione ma non d'aspetto, tant'è che quella sera - racconta Miccoli - portava il velo. con lei c'erano la madre ultraottantenne e la sorella anch'essa di mezza età. Entrambe inequivocabilmente straniere.Secondo la ricostruzione che è stata fornita, le tre donne erano uscite di casa per fare due passi. Esauste per il caldo, si erano fermate un attimo a riposare sui gradini della statua monumentale. Non sono le uniche a farlo, ma a loro è andata male. Una pattuglia si è avvicinata. «In men che non si dica - riferisce Miccoli - i vigili le hanno fatte alzare e hanno chiesto i documenti. Subito hanno scritto la prima multa». Una piccola folla di cittadini e avventori dei bar si è fatta intorno per capire cosa stava accadendo ed è riuscita ad evitare che anche le altre due straniere fossero multate. Pure un lettore di Bresciaoggi che ha assistito all'episodio, residente nei dintorni, ha manifestato l'altro ieri in una lettera la sua solidarietà alle signore. «Una delle due sorelle sconcertata si è messa a piangere - prosegue - continuava a chiedere il perché, non riusciva a capire che cosa aveva fatto di male». Alla 53enne viene contestato di aver violato l'articolo 7 del regolamento di polizia urbana che cita: «Sotto il porticato del palazzo Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate d'accesso è vietato consumare alimenti, dormire, sdraiasi e sedersi sulla pavimentazione, sui gradini o su altri manufatti diversi dagli appositi sedili». L'associazione Diritti per tutti garantirà assistenza legale gratuita alla straniera se vorrà fare ricorso e tra i cittadini potrebbe anche partire una colletta. A questo punto però, dice Gobbi, viene spontaneo chiedersi «dove si possa sostare e dove no, dal momento che nei pressi della Bella Italia non è esposto alcun divieto».Non solo. C'è il sospetto che «ai vigili sia stato dato l'ordine specifico di un giro di vite contro gli immigrati». Innanzitutto perché a Radio Onda d'Urto sono arrivate segnalazioni di cittadini italiani che, nello stesso punto o sotto il porticato della Loggia, sono stati semplicemente invitati a spostarsi. Senza alcuna multa.In secondo luogo, l'episodio delle tre donne era stato preceduto mezz'ora prima da un altro molto simile. La polizia locale aveva tentato di multare («non si capisce sulla base di quale articolo del regolamento», sostiene Gobbi) un ragazzo straniero senegalese seduto sul gradone di piazza Rovetta. Il giovane però - riferisce ancora Miccoli - ha «rifiutato di dare i documenti e nel frattempo si sono avvicinati così tanti italiani e stranieri nel tentativo di difenderlo che i vigili se ne sono andati», non senza qualche tensione. Non ultimo, nell'edizione di domenica il nostro quotidiano ha riportato notizia di altri due stranieri multati perché stavano bevendo una birra in San Faustino.
«A questo punto - prosegue Gobbi che parla di «barbarie xenofoba» - vorremmo sapere quante contravvenzioni di questo genere sono state elevate ad italiani e quante a stranieri». L'effetto di questa politica, secondo il referente di Diritti per tutti, è che «a Brescia si sta creando un clima di tensione: è evidente che l'Amministrazione desidera che i migranti non possano più vivere la città. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che subiscono atteggiamenti persecutori a farsi avanti e i cittadini a non voltarsi dall'altra parte davanti di fronte a questi episodi, ad intervenire».
La 53enne vive in città da una ventina d'anni. È bresciana d'adozione ma non d'aspetto, tant'è che quella sera - racconta Miccoli - portava il velo. con lei c'erano la madre ultraottantenne e la sorella anch'essa di mezza età. Entrambe inequivocabilmente straniere.Secondo la ricostruzione che è stata fornita, le tre donne erano uscite di casa per fare due passi. Esauste per il caldo, si erano fermate un attimo a riposare sui gradini della statua monumentale. Non sono le uniche a farlo, ma a loro è andata male. Una pattuglia si è avvicinata. «In men che non si dica - riferisce Miccoli - i vigili le hanno fatte alzare e hanno chiesto i documenti. Subito hanno scritto la prima multa». Una piccola folla di cittadini e avventori dei bar si è fatta intorno per capire cosa stava accadendo ed è riuscita ad evitare che anche le altre due straniere fossero multate. Pure un lettore di Bresciaoggi che ha assistito all'episodio, residente nei dintorni, ha manifestato l'altro ieri in una lettera la sua solidarietà alle signore. «Una delle due sorelle sconcertata si è messa a piangere - prosegue - continuava a chiedere il perché, non riusciva a capire che cosa aveva fatto di male». Alla 53enne viene contestato di aver violato l'articolo 7 del regolamento di polizia urbana che cita: «Sotto il porticato del palazzo Loggia, presso gli edifici di valore monumentale e sulle relative gradinate d'accesso è vietato consumare alimenti, dormire, sdraiasi e sedersi sulla pavimentazione, sui gradini o su altri manufatti diversi dagli appositi sedili». L'associazione Diritti per tutti garantirà assistenza legale gratuita alla straniera se vorrà fare ricorso e tra i cittadini potrebbe anche partire una colletta. A questo punto però, dice Gobbi, viene spontaneo chiedersi «dove si possa sostare e dove no, dal momento che nei pressi della Bella Italia non è esposto alcun divieto».Non solo. C'è il sospetto che «ai vigili sia stato dato l'ordine specifico di un giro di vite contro gli immigrati». Innanzitutto perché a Radio Onda d'Urto sono arrivate segnalazioni di cittadini italiani che, nello stesso punto o sotto il porticato della Loggia, sono stati semplicemente invitati a spostarsi. Senza alcuna multa.In secondo luogo, l'episodio delle tre donne era stato preceduto mezz'ora prima da un altro molto simile. La polizia locale aveva tentato di multare («non si capisce sulla base di quale articolo del regolamento», sostiene Gobbi) un ragazzo straniero senegalese seduto sul gradone di piazza Rovetta. Il giovane però - riferisce ancora Miccoli - ha «rifiutato di dare i documenti e nel frattempo si sono avvicinati così tanti italiani e stranieri nel tentativo di difenderlo che i vigili se ne sono andati», non senza qualche tensione. Non ultimo, nell'edizione di domenica il nostro quotidiano ha riportato notizia di altri due stranieri multati perché stavano bevendo una birra in San Faustino.
«A questo punto - prosegue Gobbi che parla di «barbarie xenofoba» - vorremmo sapere quante contravvenzioni di questo genere sono state elevate ad italiani e quante a stranieri». L'effetto di questa politica, secondo il referente di Diritti per tutti, è che «a Brescia si sta creando un clima di tensione: è evidente che l'Amministrazione desidera che i migranti non possano più vivere la città. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che subiscono atteggiamenti persecutori a farsi avanti e i cittadini a non voltarsi dall'altra parte davanti di fronte a questi episodi, ad intervenire».
mercoledì 29 luglio 2009
MARINO E LA PATERNITA' OBBLIGATORIA

A Londra un'avvocato di successo, promettente, conosciuta, madre di tre figli, si suicida gettandosi nel Tamigi: era depressa, sentiva di non riuscire a coniugare la maternità con le aspirazioni professionali.
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Leggendo episodi di cronaca nera come questo, ancora di più apprezzo le parole di Ignazio Marino, il candidato outsider alla segreteria del Pd stretto tra Bersani e Franceschini. In un'intervista a Vanity Fair, Marino ha dichiarato che è INDISPENSABILE istituire il congedo OBBLIGATORIO (E NON FACOLTATIVO) di paternità. In questo modo - ha detto - non solo gli uomini si approprierebbero finalmente del loro ruolo per qualche mese, ma soprattutto le donne non sarebbero più discriminate. Uguali ai maschi in tutto, senza più la paura di ritorsioni al momento della gravidanza, durante e dopo. Libere dallo stereotipo che le vuole sole ad affrontare il conflitto tra carriera e genitorialità. Bravo davvero ad Ignazio Marino, che con poche parole ha proposto una soluzione concreta e anche innovativa allo sterile tema delle pari opportunità.
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Leggendo episodi di cronaca nera come questo, ancora di più apprezzo le parole di Ignazio Marino, il candidato outsider alla segreteria del Pd stretto tra Bersani e Franceschini. In un'intervista a Vanity Fair, Marino ha dichiarato che è INDISPENSABILE istituire il congedo OBBLIGATORIO (E NON FACOLTATIVO) di paternità. In questo modo - ha detto - non solo gli uomini si approprierebbero finalmente del loro ruolo per qualche mese, ma soprattutto le donne non sarebbero più discriminate. Uguali ai maschi in tutto, senza più la paura di ritorsioni al momento della gravidanza, durante e dopo. Libere dallo stereotipo che le vuole sole ad affrontare il conflitto tra carriera e genitorialità. Bravo davvero ad Ignazio Marino, che con poche parole ha proposto una soluzione concreta e anche innovativa allo sterile tema delle pari opportunità.
Questo medico che sul fine vita ha avuto una delle poche posizioni chiare, nette, lucide, apprezzabili sta attirando sempre di più la mia simpatia. In molti pensano che sia adatto a far molte cose, ma non il segretario di un partito. Troppo distante dalla politica, dicono i "duri e puri" della nomenklatura. Ebbene: alla politica, amici che state cercando la strada per riformare il centrosinistra, oggi non serve la politica. Alla politica servono le idee.
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